I still believe in anchors ☁
I still believe in anchors ☁
I eat glitter for breakfast, lunch & tea.
- ci possiamo innamorare per favore?
- mi hai appena chiesto se ci possiamo innamorare?
- sì, credo di avertelo appena chiesto
- non credo funzioni così
- cosa intendi dire?
- penso dovrebbe venire naturale
- tipo?
- tipo la fame, la sete, la nascita e la morte
- le lacrime?
- sì, anche le lacrime
- la pipì?
- certo
- la pioggia, il terremoto, le onde, le nuvole, la luce del sole?
- sì, proprio come la pioggia, il terremoto, le onde, le nuvole, la luce del sole
- come le fusa dei gatti, dunque
- sì, mi sembra tu abbia capito il concetto
- allora aspettiamo, magari succede
- magari succede
- speriamo Guido Catalano
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Mark Twain, Il diario di Eva.

Sabato

[…]

Opere d’arte di grande nobiltà e bellezza non dovrebbero conoscere la fretta; e non c’è dubbio che questo nuovo mondo è un’opera maestosamente nobile e bella. Senza alcun dubbio è inoltre stupendamente prossimo alla perfezione, per quanto sia da così poco che esiste.

In certi punti ci sono troppe stelle e troppo poche in altri, ma sono sicura che a questo si può porre rimedio in un attimo. La notte scorsa la luna si è liberata, è scivolata verso il basso e è uscita dal disegno - una perdita gravissima; al solo pensarci mi si spezza il cuore. Non esistono un ornamento e una decorazione che possano reggere al suo confronto, tanto è bella e rifinita con cura. La si sarebbe dovuta fissare meglio. Se soltanto potessimo riaverla.

Ma naturalmente nessuno sa dove sia andata a finire. Inoltre, la persona che la troverà, chiunque sia, la nasconderà; lo so perché lo farei anch’io. Penso che sarei capace di essere onesta nei confronti di tutto il resto, ma ormai ho cominciato a rendermi conto che la vena più profonda della mia natura è l’amore per ciò che è bello, una vera e propria passione; sarebbe pericoloso affidarmi la luna di qualcun altro nel caso che quest’ultimo non sapesse che la persona che ne è in possesso sono io. Potrei rinunciare a una luna che avessi trovato alla luce del giorno, perché avrei paura che qualcuno mi avesse vista; ma nel caso la trovassi nel buio sono certa che mi inventerei una qualche scusa per evitare persino di parlarne. Perché adoro le lune, sono così graziose, così romantiche. Come mi piacerebbe che ce ne fossero cinque o sei; non andrei mai a letto; non mi stancherei mai di starmene sdraiata sulla riva muschiosa, con lo sguardo rivolto verso di loro.

Anche le stelle sono belle. Ne vorrei un paio, me le metterei nei capelli. Ma ho la sensazione che non riuscirò mai ad averle. Vi sorprenderebbe scoprire quanto siano lontane, perché non sembrano così distanti. Quando la notte scorsa, per la prima volta, sono apparse, ho provato a tirarne giù qualcuna con un bastone, ma con mia grande sorpresa non sono riuscita a toccarle; poi ho provato con delle zolle di terra, ci ho provato e riprovato tanto da restare, alla fine, senza forze, ma non sono riuscita a colpirne una, mai. Il fatto è che sono mancina e non mi riesce di tirare come si deve. Anche quando prendevo per bene di mira la stella che volevo colpire, colpivo l’altra, sebbene qualche volta ci sia arrivata vicinissima, perché ho visto la macchia nera della zolla penetrare le aureole dorate delle stelle, credo quaranta o cinquanta volte e mancarle per un’inezia; se solo fossi riuscita a resistere appena un po’ di più una, forse, sarei riuscita a colpirla.

Così per un po’ ho pianto, reazione naturale, credo, per una della mia età, poi, dopo essermi riposata, ho preso un cestino e mi sono incamminata alla volta di un posto, sul bordo estremo del cerchio, là dove le stelle erano vicine alla terra e dove avrei potuto raccoglierle con le mani e sarebbe stato molto meglio così, perché in quel modo avrei potuto coglierle amorevolmente, senza spezzarle. Ma era più lontano di quanto pensassi e alla fine dovetti rinunciarvi; ero stanca al punto da non riuscire a trascinarmi un passo più in là; e avevo un gran male ai piedi.

[…]

Domenica

[…]

Ieri sera hanno restituito la luna, ne ho provato una felicità immensa! Penso che si siano comportati molto onestamente. Poi è riscivolata verso il basso e ancora una volta è caduta fuori, ma non ho provato tristezza; quando si hanno dei vicini simili non c’è di che preoccuparsi; la riporteranno dov’era. Vorrei tanto fare qualcosa che provasse la mia gratitudine. Vorrei fare aver loro delle stelle, perché noi qui ne possediamo fin troppe. Voglio dire io, non noi, perché mi sembra di capire che al rettile (Adamo) cose del genere proprio non interessino.

[…]

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